La storia

Datare l’origine del Santuario, che si perde nella notte dei tempi, è pressoché impossibile per la scarsità di documenti. Si sa, però, che già molti secoli prima che sorgesse il Santuario esisteva a Montella la “Parrocchia di San Salvatore in Prato” , dal nome dell’antico casale Prati dove era ubicata. Le pochissime fonti documentali a disposizione attestano che tra il 1515 e il 1561 sul monte del Salvatore, laddove ora sorge l’intero complesso del Santuario, fu costruita una piccola chiesa dall’Università di Montella. I primi dati certi per ricostruire la storia del Santuario del Salvatore, risalgono all’anno 1758. Infatti è del 1780 la seguente iscrizione in latino: "E’ sacro, o viandante, questo luogo in cui Dio si è compiaciuto di abitare e di mostrare dappertutto la sua gloria con prodigi senza numero. Vieni, dunque, e adora”.

A quei tempi la chiesa aveva l’ingresso, come tuttora, ad oriente ed occupava una superficie di 24 centiare. Contigui alla chiesa vi erano sette vani, cinque a piano terra e due al piano superiore, “per comodo sì dell’eremita”, ma anche dei sacerdoti che si recavano il 6 agosto per la solennità della festa della Trasfigurazione. A detto fabbricato si accedeva tramite una scalinata posta sul lato sinistro della porta di ingresso della chiesa. .

Il campanile non esisteva. La campana nel 1779 si trovava in un arco a destra della chiesetta e fu trasferita successivamente in un “vano sottostante al cortile della cisterna”. Nel 1769 il Santuario subì un incendio che distrusse l’intero fabbricato adiacente la chiesa. L’incendio fu causato probabilmente dai fulmini che da sempre costituiscono un problema per il Santuario. Nell’autunno del 1780 si diede inizio ai lavori di ampliamento della chiesa. Nel 1783, mentre erano in corso i lavori di ampliamento della chiesa e dell’annesso fabbricato, si fecero fondere due campane. La fusione “avvenne sullo stesso Santuario, ma nel corso del tempo le campane subirono danni per cui nel 1849 si dovette ricorrere ancora agli artigiani Marinelli di Agnone per costruirne una nuova, che è quella tuttora esistente. La campana fu benedetta il 9 ottobre 1849. Avuta questa nuova campana si pensò, dunque, alla costruzione del campanile. I lavori furono iniziati nel 1850 e tre anni dopo i lavori erano già finiti. Nel 1959, in tempi più vicini a noi, il campanile fu sopraelevato nello stato in cui oggi si trova.

Su progetto dell’ing. Giuseppe Cianciulli, nell’aprile del 1929 furono iniziati altri lavori di ampliamento del Santuario. Il piazzale fu ampliato a 1.500 metri quadrati che diventarono 1.000 dopo la costruzione della rettoria. Fu costruita anche l’ampia scalea, larga oltre 4 metri e costituita da ben 56 scalini. Il cancello che si trova in cima alla scalea fu realizzato dal montellese Salvatore De Stefano.

Nel mese di novembre del 1932 furono iniziati anche i lavori per la realizzazione della strada, progettata sempre dall'ing. Cianciulli. I montellesi parteciparono gratuitamente alla costruzione di tale opera con oltre ventimila giornate lavorative e il Comune contribuì con la somma di 22.000 lire. La strada fu aperta al traffico nell'agosto del 1938. E’ di quel periodo, precisamente dell'11 agosto 1932, la visita al Santuario di Umberto di Savoia.

I danni causati dalla guerra e la particolare esposizione agli agenti atmosferici, fecero sì che alla fine degli anni quaranta le condizioni del Santuario divenissero molto precarie. Un comitato di cittadini prese l’iniziativa di raccogliere offerte per l’esecuzione dei necessari e improcrastinabili lavori di restauro che ebbero inizio nel 1951 e continuarono per diversi anni. Nel 1961 furono costruiti la sacrestia e il trono del Salvatore, così come oggi si vede. Nel 1971 si diede inizio ai lavori di ampliamento della strada che furono ultimati nel 1973. Nel 1968 fu portata sul Santuario l’energia elettrica e nello stesso anno furono terminati anche i lavori di ampliamento del piazzale sotto il quale si realizzarono alcune cisterne di raccolta delle acque e si ricavarono due ampi saloni per il ristoro dei pellegrini. Altri importanti lavori di restauro furono eseguiti nel 1979 in occasione del secondo centenario. Sono di quell’anno le cinque vetrate istoriate, che tuttora si ammirano, e la porta in bronzo dello scultore P. Tarcisio Musto, frate francescano.
I danni causati dal terremoto del 1980 sottoposero il Santuario ad ulteriori ed importanti lavori di restauro e di risanamento.

Il 6 agosto 1995 fu celebrato il gemellaggio tra il Santuario e il Monte Tabor di Galilea. In quella occasione, a memoriale perenne del gemellaggio, fu benedetto il mosaico che si ammira nella navata di sinistra della chiesa raffigurante la Trasfigurazione. Le due porte in bronzo laterali della Chiesa sono state realizzate nel 1997 grazie alla generosità di Gaetano Marinari, un montellese trasferitosi a Milano. Sono opera dello scultore Antonio Manzi, anche lui originario di Montella. Nel 2004 si è celebrato il 225° anniversario dei fatti miracolosi del 1779. Per tale occasione il Consiglio di Amministrazione del Santuario, guidato dal Rettore don Eugenio D’Agostino, insieme ai parroci don Franco Di Netta, don Raffaele Dell’Angelo, P. Marcus Reichenbach, a suor Caterina Garofalo e a un folto gruppo di montellesi, è stato ricevuto da Papa Giovanni Paolo II nell’udienza generale del 30 giugno 2004. Si è trattato di un evento eccezionale durante il quale il Santo Padre ha benedetto la corona restaurata che fu “realizzata con l’oro e le pietre preziose che tutte le famiglie di Montella avevano offerto nel 1854”. Oggi il Santuario è retto da un Consiglio di Amministrazione nominato dall’Arcivescovo ed è composto da un sacerdote con funzioni di Rettore e da fedeli laici. Ogni anno, sin dal 1951, si pubblica il bollettino.